+++lunedì, gennaio 28, 2008+++
Le ultime vicende politiche mi hanno convinto sempre di più a andarmene. Penso sempre di più che per i ragazzi della mia età non c'è futuro in questo paese. Nel frattempo guardate questo documentario, così sapremo cosa ci aspetta:
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+++lunedì, dicembre 10, 2007+++


i miei Hobby
http://mandragola.splinder.com/
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+++venerdì, novembre 09, 2007+++

Speriamo bene....sono tesa.....
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+++giovedì, giugno 21, 2007+++

...un pò di pubblicità...
http://valdarno.forumfree.net/?f=3388575
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+++martedì, marzo 28, 2006+++
Vivo in una vallata che non sprizza vitalità, per questo è nato Valdarno Internet Cafè, un forum dedicato ai ragazzi che vivono nel Maldarno. Valdarno Internet Cafè è un luogo dove scambiare opinioni, confrontarsi, cercare informazioni su scuola, politica, eventi; dove scrivere annunci...ecco il link:
Valdarno Internet Cafè
http://valdarno.forumfree.net/
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+++sabato, ottobre 15, 2005+++
Titolo di Repubblica: "Bisogna avere rispetto per chi soffre"
Soffre? Una persona che possiamo definire il "giovane imperatore d'Italia" che passa un "tranquillo" lunedì sera (ed era lunedì, chissà come passava il sabato!) in un appartamento dell'azienda a farsi una speedball (allegro miscuglio di coca e eroina) innaffiata dall'alcol in compagnia di tre trans della veneranda età di 60,55 e 58 anni, soffre? Stiamo scherzando? Se si guardano i tg sembra che sia diventato un eroe nazionale. Ma chi soffre di più, lui o un operaio della F.I.A.T. in cassa integrazione? Lui avrebbe diritto a farsi una speedball.
Ho deciso. Ucciderò i miei genitori dopo essermi fatta di coca e ero e poi festeggerò il tutto in un locale sadomaso. Così anch'io sarò un eroe nazionale. Che soffre tanto.
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+++lunedì, gennaio 03, 2005+++

Il Treppiede Della Libertà!!!
Finalmente abbiamo trovato il vero leader carismatico della sinistra: è Roberto Dal Bosco!!! Che grazie al suo gesto ha ridato speranza a milioni di persone!
L'Ottava Piaga: i cavalletti.
"Ecco, io manderò da domani i cavalletti sul tuo territorio. Essi copriranno il paese, così da non potersi più vedere il suolo."
(La Bibbia, libro dell'Esodo, 10:4,5)
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+++domenica, gennaio 02, 2005+++
Ho scopiazzato il post di Eressea ma è x una giustissima causa
Dopo il violento maremoto che ha colpito il sud-est asiatico, le organizzazioni umanitarie stanno predisponendo la rete di solidarietà. Il Cesvi ha avviato una raccolta fondi sul Web (www.cesvi.org/donazionionline), al numero verde 800.036-036 e con bollettino postale intestato Cesvi - Bergamo n° 324244. Medici Senza Frontiere: raccolta fondi "Maremoto in Asia" Ccp 87486007 - causale "Maremoto in Asia", numero verde: 800996655.
Il Cesvi ha già organizzato una missione di monitoraggio nelle zone più colpite dal maremoto. Leonardo Niccolai partirà il 28 dicembre proprio con destinazione Nagapattinam dove l’organizzazione già opera con un progetto di sviluppo e microcredito. L’obiettivo è distribuire generi di prima necessità come riso, taniche per l’acqua potabile, coperte e tende. Non è escluso che l’area dell’intervento di emergenza possa riguardare anche gli altri due distretti fortemente colpiti: Cudallore e Pondycherry. Va anche ricordato che la regione del Tamil Nadu colpita dallo Tsunami era già debilitata da una violenta alluvione di meno di due mesi fa. Per donazioni online: www.cesvi.org/donazionionline; al numero verde 800.036-036; con bollettino postale intestato Cesvi - Bergamo n° 324244.
La Croce rossa italiana ha stanziato 300mila euro per rispondere alle prime necessità delle vittime. L'organizzazione umanitaria italiana ha anche avviato una raccolta fondi per aiutare le popolazioni in difficoltà. Il conto corrente postale per contribuire è il numero 300004 e il conto corrente bancario presso la Bnl al conto numero 218020 (Causale: pro emergenza Asia).
Il consiglio degli stranieri del consiglio comunale di Firenze ha deciso di raccogliere fondi presso la sede del "Centro Buddista Samadhi Vihara" in via Carlo del Prete, 10". Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi al "Centro Ajith kariyawasam", al numero 3381244785, al consiglio degli stranieri, allo 055- 2768608 o con una e-mail consiglio.stranieri@comune.fi.it.
Save the Children si sta attivando rapidamente per assistere i bambini e le famiglie colpite dal devastante terremoto-maremoto. Save the Children provvederà alla fornitura di ripari, tende e generi di prima necessità per i bambini e le famiglie colpite dall'immane disastro. Le donazioni per la raccolta fondi possono essere inviate a: Save the Children Italia onlus 'Emergenza terremoto Sud-Est Asia', Banca Etica Abi 05018 Cab 03200, conto corrente numero 114442, Cin N.
Ammontano a circa 1.700.000 euro i primi contributi inviati, tramite la rete internazionale della Caritas dalla Conferenza Episcopale Italiana, nelle zone colpite dal maremoto. Tra questi anche i 100.000 euro messi a disposizione dalla Caritas Italiana. Per sostenere gli interventi in corso si possono compiere offerte alla Caritas Ambrosiana attraverso: Conto corrente postale n. 34565200 intestato a Caritas Ambrosiana; Conto corrente bancario n. 19859 (Cin J, ABI 03512, Cab 01601) aperto alla sede di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas Ambrosiana Causale delle offerte (detraibili per le persone fisiche): Maremoto Oceano Indiano 2004.
La Confederazione nazionale delle misericordie d'Italia, è pronta a partire con i propri uomini e mezzi per portare aiuto alle popolazioni del sud-est asiatico colpite dal maremoto. Ha anche aperto un conto corrente destinato alla raccolta fondi per le popolazioni colpite. I contributi possono essere versati su: Conto Corrente Postale n. 565549. Conto Corrente Bancario n. 50000.36 presso Monte dei Paschi di Siena, Agenzia 6-Firenze ABI 01030 CAB 02806 Entrambi intestati a Confederazione Nazionale Misericordie - Causale: Emergenza Sud Est Asia .
Infine ricordo 48580 x donare 1 euro con un sms e 163100 x donare 2 euro dalla rete fissa
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+++mercoledì, novembre 03, 2004+++
Cazzo, cazzo, cazzo!!!!!!!!!!!! Xchèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè?????????????????? Anzi Whyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy????????????? Non esiste + niente di logico ormai!!!! Sono un popolo estremamente masochista, x usare un eufenismo. Non capisco, anzi I don't understand. Non so + che pensare tranne che tutto è perduto, posso espatriare su Marte.
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+++martedì, settembre 28, 2004+++

FINALMENTE SONO LIBERE!!
L’unica notizia che aspettavamo è arrivata.
Ci sarà tempo per ricostruire, ora vogliamo solo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a questa meraviglioso risultato, a partire dal mondo arabo a musulmano che in tutto il mondo, ed in Iraq, si è mobilitato in modo corale. Un ringraziamento alla società civile, alle forze politiche, alle organizzazioni religiose, alle organizzazioni della resistenza irachene.
Un ringraziamento alla società civile e alle forze politiche italiane. Un ringraziamento ai governi, a quello italiano e a quelli dell’area. Molti sono stati partecipi seguendo la linea del dialogo e della collaborazione.
Abbiamo detto all’inizio di questa vicenda che il rapimento dei nostri quattro operatori di pace era una metafora della guerra. Che in Iraq ci sono milioni di altre persone ostaggi, della guerra e della violenza, prigionieri e rapiti. Non ci scorderemo di loro, chiediamo a tutti di non scordarli.
Vorremmo sperare che anche la liberazione delle margherite possa essere una metafora della fine della guerra, e dell’occupazione, che possa prevalere anche per tutti gli iracheni la linea del dialogo e che tacciano le armi.
pubblicato 28 09 2004
http://www.unponteper.it/liberatelapace/
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+++venerdì, settembre 10, 2004+++
Ultimi dati: 10.363 morti iracheni solo nell'area urbana di Baghdad, 1004 soldati americani uccisi. A questa lista dobbiamo pultroppo aggiungere anche i civili occidentali che hanno pagato con il sangue. Un ultimo pensiero va alle ragazze rapite, spero nella loro immediata liberazione, spero che la piccola manifestazione di Baghdad e le grandi manifestazioni italiane siano servite a qualcosa. Nel frattempo qui c'è un articolo di Simona Pari:
http://www.carta.org/rivista/settimanale/2004/11/11Pari.htm
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+++giovedì, settembre 09, 2004+++
Tutto era così immobile, neppure un filo di vento, non un rumore ed è una strana atmosfera per un pomeriggio di inizio settembre. Per andare a lavoro devo passare di fronte al cimitero dove era parcheggiato un camion nero di una quarantina di anni fà; dentro non c'era nessuno, anche lui immobile sotto un cielo che si faceva sempre più grigio. Le foglie erano sparpagliate sulla strada, come se il vento si fosse interrotto di colpo. Solo i miei passi risuonavano nell'aria. Arrivo in paese, stanno montando le giostre per la festa che si terrà tra qualche giorno; nessuna voce, solo rumori metallici. Questo è il 9 settembre. Piatto, grigio, freddo, in attesa della tempesta. Sono tornata da quattro giorni da Parigi ed ero così felice. Nell'ordine è accaduto: 400 persone sono morte a Beslan per un attentato immondo e immorale, 2 ragazze dalla parte dell'Iraq, che portavano avanti progetti per aiutarlo, che fanno parte di un associazione da sempre contro questa guerra schifosa sono state rapite. In questi giorni si è annullato tutto, tutte le ragioni, niente ha più senso ormai, è rimasta solo una follia cieca e autodistruttrice.
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+++venerdì, luglio 23, 2004+++
Se avete l'anima da artisti o se lo siete allora questa è l'iniziativa che fa per voi!!!! Dimenticavo, si svolge nel mio paese, Loro Ciuffenna (AR). Partecipate!!!!!!!!!
Parole & Forme II Edizione
Cerchiamo persone, di ogni età, interessate a realizzare una pittura o scultura o altro, servendosi di qualsiasi materiale o tecnica. Il lavoro dovrà prendere spunto da una frase, (che dovrà accompagnare l'opera) originale o di un autore a vostra scelta. E' gradita e auspicata la partecipazione di chiunque abbia voglia di dar voce, forma e colore ad un'emozione, un pensiero, ecc... Il materiale raccolto farà parte di una mostra che si terrà nei giorni delle Festività del Perdono, 11/12/13/14 settembre 2004, in via Dante Alighieri a Loro Ciuffenna. Il termine per consegnare i lavori è fissato per il giorno 20/08/2004.
Per maggiori info: Pro-Loco, 055 9170136
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+++lunedì, giugno 14, 2004+++
Day After

http://www.ilmanifesto.it/oggi/art6.html
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+++venerdì, giugno 11, 2004+++
La morte di Reagan mi lascia indifferente, anzi no, è una dimostrazione che anche gli stronzi, a volte, se ne vanno. Questo è un amorevole ricordo:
Il rafforzamento militare di Reagan ha davvero portato alla vittoria della Guerra Fredda?
di Lawrence S. Wittner
In un commento pubblicato sul New York Times del 5 gennaio, il professor Kiron Skinner ripropone un familiare ritornello del trionfalismo repubblicano, secondo cui la retorica aggressiva e la politica militarista di Ronald Reagan migliorarono i rapporti fra sovietici e americani e portarono alla fine della Guerra Fredda.
Questa favoletta può riscaldare i cuori di quelli che credono davvero nell'efficacia delle escalation militari e delle guerre, ma ha poco a che fare con la realtà.
In effetti, i rapporti fra sovietici e americani furono congelati fino all'inizio del 1985. Spaventato dallo sviluppo delle armi atomiche e dalla leggerezza con cui l'amministrazione Reagan parlava di guerra nucleare, il governo sovietico incrementò a sua volta la propria potenza militare. Il nuovo segretario del partito, Yuri Andropov, concluse che "la pace non può essere ottenuta elemosinandola dagli imperialisti. Può essere mantenuta solo facendo affidamento sulla invincibile potenza delle forze armate sovietiche." In risposta al dispiegamento di missili americani in Europa occidentale nel dicembre 1983, il Cremlino interruppe i negoziati sul controllo degli armamenti, riprese lo spiegamento di missili nucleari SS-20 che aveva in precedenza fermato, collocò i missili nucleari SS-23 in Germania Orientale e in Cecoslovacchia e fece avvicinare i sottomarini nucleari sovietici alle coste degli Stati Uniti. Alla fine del 1984, il Cremlino incluse un aumento del 45% delle spese militari nel suo piano quinquennale.
Il discorso di Reagan del marzo 1983 sull' "impero del male" ebbe vasta eco in Unione Sovietica, come ricorda Vladimir Slipchenko, allora membro dello Stato Maggiore sovietico. "I militari, le forze armate, lo utilizzarono - aggiunge Slipchenko - come pretesto per iniziare una preparazione molto intensa ad un nuovo stato di guerra". Inoltre, "iniziammo a fare importanti esercitazioni di carattere strategico... Quelle furono le prime esercitazioni militari nelle quali davvero testammo le nostre capacità di mobilitazione. Non esercitammo solo le forze di terra, ma anche le armi strategiche". Quindi, "per i militari, il periodo in cui eravamo chiamati "impero del male" fu, in effetti, molto positivo e utile, perché raggiungemmo un altissimo grado di efficienza militare... Potemmo anche sperimentare la situazione in cui una guerra convenzionale può trasformarsi in una guerra nucleare".
I leader sovietici, terrorizzati dall'idea che l'amministrazione Reagan stesse preparando un primo attacco nucleare contro il loro paese, furono vicini a scatenare una guerra nucleare. Nel novembre 1983, durante l'esercitazione militare della NATO denominata "Able Archer", il nervoso governo sovietico si convinse che, sotto le apparenze di un'esercitazione, si stava preparando un attacco nucleare americano contro l'Unione Sovietica. Di conseguenza, furono allertate le forze nucleari sovietiche, i comandanti passarono in rassegna le loro missioni d'attacco, le armi nucleari furono preparate all'azione. "Il mondo non fu esattamente sull'orlo dell'abisso nucleare - ricorda Oleg Gordievsky, un agente americano infiltrato nel KGB - ma durante Able Archer nel 1983 vi fu paurosamente vicino".
Così, come ricorda Anatoly Dobrynin, a lungo ambasciatore sovietico negli Stati Uniti, "l'effetto della dura linea politica di Reagan ... fu esattamente l'opposto di quello che Washington si era prefisso. Essa rafforzò coloro che, nel Politburo, nel Comitato Centrale e negli apparati di sicurezza, stavano facendo pressioni per una linea politica speculare a quella dello stesso Reagan."
Fino agli inizi del 1985, fu Reagan che cominciò a modificare la propria linea politica. Reagan arrivò alla Casa Bianca come fanatico avversario dell'Unione Sovietica e strenuo oppositore di ogni accordo per il disarmo o per il controllo delle armi nucleari negoziato dai suoi predecessori democratici e repubblicani. Tutt'altro che sorprendentemente, Reagan e il suo entourage inizialmente invocarono un massiccio riarmo nucleare e parlarono tranquillamente di intraprendere una guerra nucleare. Ma, colpito dalle proteste anti-nucleari, ostacolato dal Congresso, disturbato da alleati non facili, e confrontato con una ostinata leadership sovietica, Reagan finì per ammorbidire la sua linea dura. La sua amministrazione iniziò dei negoziati sul controllo degli armamenti, sostenne l'opzione zero per gli euromissili, venne a compromessi sulle armi nucleari strategiche, e rispettò i limiti del mai ratificato trattato SALT II (che Reagan aveva in precedenza condannato, definendolo una forma di "acquiescenza"). A partire dall'aprile 1982, Reagan cominciò a dichiarare pubblicamente che "una guerra nucleare non potrà essere vinta e non dovrà mai essere combattuta". Aggiunse: "A quelli che protestano contro la guerra nucleare, posso solo dire 'Io sono con voi!'"
Da quanto sopra si deduce che Reagan fu seriamente colpito dalle mobilitazioni popolari contro il riarmo nucleare. Nell'ottobre 1983, nel contesto di una protesta di massa contro il dispiegamento degli Euromissili, Reagan disse al suo allarmato segretario di stato: " Se la situazione diventa sempre più calda e il controllo degli armamenti rimane un problema, forse dovrei andare a trovare Andropov e proporgli l'eliminazione di tutte le armi nucleari". Il 16 gennaio 1984 diede seguito a quest'idea. Superando le obiezioni di altri funzionari dell'amministrazione, tenne un importante discorso pubblico in favore della pace con l'Unione Sovietica e di un mondo libero dal nucleare.
Per farla breve, nel periodo fino al marzo 1985, Reagan e i dirigenti sovietici si sono spesso confrontati guardandosi dritto negli occhi, ed è stato Reagan che li ha ripetutamente abbassati.
Solo nel marzo 1985, con l'avvento di Mikhail Gorbaciov, Reagan trovò un leader sovietico pronto a realizzare un programma di pace e disarmo. Gorbaciov, naturalmente, era diverso dai suoi predecessori poiché proveniva dalle fila dei riformatori sovietici, favorevoli alla pace e alla democratizzazione. Ciò che però non é altrettanto noto é che le idee di Gorbaciov furono profondamente influenzate dal movimento internazionale per il disarmo nucleare. Come disse egli stesso, "il nuovo pensiero teneva conto delle richieste e aveva riguardo per le considerazioni della gente e della comunità scientifica, dei movimenti di fisici, scienziati ed ecologisti, e di varie organizzazioni contro la guerra". In tal modo, Gorbaciov e il suo entourage furono pronti a rigettare il tradizionale concetto di "pace attraverso la forza" (il cosiddetto "equilibrio del terrore" - NdT) su cui i sovietici (e gli americani) basavano la propria politica estera. Negli anni seguenti, Gorbaciov e Reagan si lasciarono alle spalle gli ostacoli posti dai falchi nei rispettivi paesi, per fermare il riarmo nucleare e porre fine alla Guerrra Fredda.
Se la spiegazione opposta di questi eventi, la versione trionfalistica strombazzata dal Professor Skinner, fosse fondata, se ne dovrebbe ovviamente rintracciare qualche prova di fonte sovietica. Dopo tutto, il fondamento della versione trionfalistica é l'idea che l'Unione Sovietica si sia arresa essendosi confrontata con la "potenza" militare americana. Ma nonostante i numerosi documenti sovietici che sono stati declassificati, le molte dichiarazioni rese da ex funzionari sovietici e le memorie scritte dai vecchi leader dell'URSS, non é emersa alcuna evidenza a supporto di questa versione trionfalistica.
Inoltre, gli ex dirigenti sovietici l'hanno ripetutamente rigettata. Alla domanda se una linea dura del governo americano avesse forzato il governo sovietico ad assumere una posizione più conciliante, Aleksandr Yakovlev, uno dei più influenti consiglieri di Gorbaciov in politica estera, ha risposto: "Non ha avuto nessun ruolo. Nessuno. Glie lo posso dire in maniera assolutamente certa.". Arbatov, un altro consigliere per la politica estera di Gorbaciov, ha definito l'idea che il potenziamento militare americano abbia contribuito a modificare la politica sovietica "un nonsenso asssoluto". "I cambiamenti dell'Unione Sovietica - ha spiegato - non sono solo maturati ma sono anche nati al suo interno". Dobrynin dà qualche credito al goverrno americano, ma non per quanto riguarda l'efficacia della sua potenza militare. Se Reagan "non avesse abbandonato il suo atteggiamento ostile nei confronti dell'Unione Sovietica - ricorda il diplomatico sovietico - Gorbaciov non sarebbe stato in grado di lanciare il suo programma di riforme e il suo "nuovo pensiero", ma sarebbe stato costretto a proseguire le politiche conservatrici dei suoi predecessori." Quando fu chiesto a Gorbaciov della versione trionfalistica adottata durante la campagna presidenziale di Bush nel 1992, egli rispoese semplicemente: "Suppongo che si tratti di cose necessarie in una campagna elettorale. Ma se si tratta di un'idea seria, sarebbe una grossa delusione."
Dovremmo credere a delle illusioni? Per decenni, funzionari del governo americano, storici ed esperti ci hanno detto che fu la mobilitazione militare da parte dell'amministrazione Kennedy a portare ad una conclusione pacifica della crisi dei missili a Cuba. Poi, ad un tratto, alcuni importanti funzionari americani hanno rivelato che la crisi era stata superata grazie alle concessioni americane. Ora i falchi sono di nuovo al lavoro, riempiendoci di fantasie trionfalistiche circa la fine della Guerra Fredda. Non dovremmo forse essere scettici di fronte a questo modo di procedere, in particolare quando - come nel caso del professor Skinner - viene manifestamente utilizzato per giustificare l'attuale politica estera statunitense?
Documento originale: Did Reagan's Military Build-Up Really Lead to Victory in the Cold War? - Traduzione di Matteo Missaglia
Lawrence S. Wittner è professore di Storia alla State University di New York ad Albany e autore del recente 'Toward Nuclear Abolition: A History of the World Nuclear Disarmament Movement, 1971 to the Present', Stanford University Press. Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su History News Network (http://hnn.us)
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+++mercoledì, giugno 09, 2004+++
X sfogarsi un pò...
http://vaffankulo.splinder.it/
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